1920 -

Alberto Sordi nasce il 15 giugno del 1920 a Roma, in Via San Cosimato nel cuore di Trastevere, da Pietro Sordi, direttore d’orchestra e concertista presso il teatro dell’opera di Roma, e Maria Righetti, insegnante. Ha due sorelle, Savina e Aurelia, ed un fratello, Giuseppe, detto Pino. La famiglia ha sempre rappresentato un punto fermo nella sua vita grazie al calore e alla serenità che Sordi ha ricevuto fin dalla sua infanzia.

1930 -

Già durante la scuola elementare girava l’Italia con la piccola compagnia del “Teatrino delle marionette”, diretta dal professor Parodi. Ha cantato anche da soprano nel coro della Cappella Sistina, diretto da Lorenzo Perosi, fino alla prematura trasformazione da voce bianca a quella di basso, diventata poi una delle sue caratteristiche distintive più apprezzate.

1931 -

Frequenta l’Istituto d’Avviamento Commerciale “Giulio Romano” a Trastevere.

1936 -

Abbandonata la scuola (si diplomerà in seguito da privatista), inizia la sua esperienza nel mondo dellospettacolo incidendo con la Fonit un disco di fiabe musicali per bambini. S’iscrive all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, dalla quale sarà espulso per la forte inflessione romanesca. Quest’insuccesso lo spinge a fare del suo difetto un punto di forza e l’origine della sua grande comicità. Dopo una fallimentare esperienza nel mondo del teatro leggero a causa dell’incompetenza del suo partner Gaspare Cavicchi, torna a Roma dove avrà il suo primo contatto con il cinema partecipando come comparsa al film “Scipione l’Africano” di Carmine Gallone, presentato alla Mostra di Venezia nel 1937.  

1937 -

Grazie alla vittoria del concorso della Metro Goldwyn Mayer come doppiatore di Oliver Hardy, ottiene il suo primo lavoro nell’avanspettacolo. Debutta come Albert Odisor in qualità di imitatore di Stanlio e Ollio al Teatro Augustus di Genova, dove conosce il già noto Aldo Fabrizi che lo chiamerà nella sua compagnia formata con Anna Fougez. Comincia a frequentare l’alta società e seguendo la sua seconda grande passione dopo il cinema, l’antiquariato, conosce l’antiquario Apolloni che gli presenta Mario Bonnard. Gira, travestito da leone, alcune sequenze de “Il feroce Saladino” dello stesso Bonnard, film che vede nel ruolo di prima attrice la sedicenne Alida Valli. In realtà, Sordi fu sostituito nelle ultime scene del film da un’altra comparsa. Infatti, durante le riprese il giovane Sordi, per avvicinarsi alla bella Valli, tentò di sostituirsi al protagonista francese cantando una canzone al suo posto. Questa iniziativa non solo non gli permise di recitare al fianco di Alida ma gli causò una rovinosa caduta che lo fece cacciare dal set.

1938 -

Viene scritturato come “stilè” (accompagnatore delle soubrette) in una Compagnia di rivista di Riccioli – Primavera. La sua tenacia gli consente prima di reinventarsi come ballerino classico e poi di essere “promosso” al ruolo di maggiordomo in uno sketch di Benini e Gori scritto appositamente per lui.

 

1940 -

Interpreta piccoli ruoli ne “La notte delle beffe” e in “Cuori nella tormenta”, entrambi di Carlo Campogalliani. Durante il servizio di leva suona i piatti e i timpani nella Banda Presidiarla. Fanno parte della stessa Banda altri personaggi destinati al successo: Ferdinando Previtali al triangolo e Carlo Rustichelli al tamburo.

1941 -

Muore il Pietro Sordi e la famiglia si trasferisce nel centro storico di Roma. Alberto continua la sua esperienza nel mondo dello spettacolo con piccole parti in diversi film. La sua prima grande occasione nel cinema gli viene data da Mario Mattoli nel film “I tre aquilotti” in cui è co-protagonista a fianco di Leonardo Cortese, Carlo Minello e Michela Belmonte. I suoi primi veri successi, però, arrivano dal teatro come presentatore e comico al Cinema Teatro Galleria di Roma nella Compagnia di rivista di Fanfulla.

1943 -

Con lo spettacolo teatrale “Ritorna Za-Bum”, scritto da Marchesi, continua il sodalizio artistico con Mario Mattoli. E’ in scena al Quirino con Carlo ed Ave Ninchi, Isa Pola e Rolando Lupi.

1944 -

Debutta al Quattro Fontane con “Sai che ti dico?” sempre di Marchesi con regia di Mattoli. Riesce ad emergere nell’immobile ambiente cinematografico con “Tre ragazze cercano marito” di Duilio Coletti. Con la Liberazione di Roma inizia una nuova e più brillante stagione della satira politica; Sordi prende parte alla rivista “Imputati…alziamoci!” di Michele Galdieri e appare per la prima volta in grande sui manifesti dello spettacolo.

1945 -

Ancora nessuna soddisfazione in campo cinematografico. In questo periodo è il doppiaggio a offrirgli molto lavoro; presta la sua voce non solo ad Oliver Hardy ma anche a celebri attori americani (ad esempio Robert Mitchum, Anthony Quinn) ed italiani (Marcello Mastroianni per “Domenica d’agosto” di Luciano Emmer), senza contare innumerevoli voci di caratteristi (in “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica, “Anni difficili” di Luigi Zampa o “Duello al sole” di King Wallis Vidor, eccetera). Anche la rivista continua a regalargli numerose possibilità con “Soffia so’ n. 2”, “Il figlio della lupa” ed “Il boy scout”. La satira politica era ancora pericolosa, infatti Sordi riceve alcune minacce quando “Soffia so’” viene presentato a Milano.

1946 -

Il cinema è ancora il suo punto debole: nonostante le numerose critiche al film di Mario Soldati “Le miserie del signor Travet” tratto dalla commedia di Bersezio, Sordi viene citato molto poco ma positivamente. Fabrizio Saranzani ne “Il Tempo” di Roma del 31 gennaio 1946 scrive: “[…] A posto tutti: dal Cervi alla Vera Carmi, da Laura Gore all’ottimo Sordi […]”.

1947 -

E’ l’anno dell’esordio alla radio con i programmi di varietà “Rosso e nero” e “Oplà” presentati da Corrado. Il suo primo personaggio, il Signor Dice, ha un grande successo di pubblico e delinea il prototipo dell’italiano medio in modo ironico e dissacrante. Piccole parti nel cinema, ad eccezione del personaggio interpretato in “Il delitto di Giovanni Episcopo” di Alberto Lattuada. Continua invece a mettersi in luce nella rivista “E lui dice…”, al Teatro Quattro Fontane di Roma, con lo sketch intitolato “Pensa a te e alla famiglia tua”.

1948 -

Alle apparizione in film minori, si alternano i successi della radio dove inizia la trasmissione “Vi parla Alberto Sordi”. Inventa nuovi personaggi di grande impatto sul pubblico come “Mario Pio”, “Il compagnuccio della parrocchietta” ed “Il conte Claro”, mentre seguendo la moda delle canzonette, incide per la Fonit, titoli quali “Nonnetta”, “Il carcerato”, “Il gatto”, “Il milionario” da lui scritte e cantate.

1950 -

Fonda con De Sica la P.F.C. (Produzione Film Comici). Inizia le riprese del suo primo film da protagonista “Mamma mia, che impressione!” diretto da Roberto Savarese. Sordi scrive anche il soggetto e la sceneggiatura, quest’ultima anche insieme a Zavattini, ispirandosi al suo personaggio radiofonico “Il compagnucio della parrocchietta”. Come miglior attore radiofonico del 1949 riceve la “Maschera d’argento”. Otterrà questo premio anche nel 1950 sempre per la radio, e dal 1965 al 1970 per le sue performance cinematografiche.

1951 -

Muore la madre. Sciolta la P.F.C., Sordi si cimenta nuovamente in una rubrica radiofonica: “Il teatro di Alberto Sordi”. Esce “Mamma mia, che impressione!”. Dopo una parte secondaria nel film di Giorgio Pàstina, “Cameriera bella presenza offresi…”, Fellini gli offre la sua grande occasione scegliendolo per la parte dello sceicco romanesco ne “Lo sceicco bianco”.

1952 -

La sua vera consacrazione viene dall’ultima esperienza nel teatro di rivista come protagonista a fianco di Wanda Osiris di “Gran baraonda” di Garinei, Giovannini e Kramer.

1953 -

Anno fondamentale per la sua carriera cinematografica: Sordi conquista la critica con “I vitelloni” di Federico Fellini e con “Un giorno in pretura” di Steno, il cui personaggio Ferdinando Moriconi detto “l’americano” segna una svolta nel cinema italiano di costume.

1954 -

Il cinema consacra Alberto Sordi: in un solo anno escono 13 film da lui interpretati, fra cui “Il seduttore” di Franco Rossi, “Il matrimonio” di Antonio Petrucci e “Un americano a Roma” di Steno, nel quale reinterpreta Nando Moriconi, il celeberrimo “americano” di “Un giorno in pretura”. Ottiene il “Nastro d’argento” come miglior attore non protagonista per “I vitelloni”.

1955 -

Interpreta altri 8 film che lo fanno apprezzare anche dalla critica più seria. Alcuni titoli: “Il segno di Venere” di Dino Risi, “L’arte di arrangiarsi” di Luigi Zampa, “Un eroe dei nostri tempi” di Mario Monicelli, “Buonanotte…avvocato!” di Giorgio Bianchi. La sua fama diventa internazionale: il presidente degli Stati Uniti Truman lo invita a Kansas City dove riceve le chiavi della città e la carica di Governatore onorario come “premio” per la propaganda favorevole all’America promossa da “Nando Moriconi”.

1956 -

Altri 5 film tra cui “Mi permette, babbo!” di Mario Bonnard e “Lo scapolo d’oro” di Antonio Pietrangeli, per il quale Sordi riceve il suo primo “Nastro d’Argento” come migliore attore protagonista.

1957 -

Fra i 6 film da lui interpretati quest’anno ci sono “Il conte Max” di Giorgio Bianchi, “Il medico e lo stregone” di Mario Monicelli, il remake di “Addio alle armi” diretto da Charles Vidor. In Spagna inizia le riprese de “Il marito” di Nanni Loy e Gianni Puccini.

1958 -

Riceve il titolo di Commendatore dell’Ordine della Repubblica dal Presidente Giovanni Gronchi. Nelle sale altri 7 film tra cui “Ladro lui, ladra lei”, diretto da Luigi Zampa, per cui riceverà la “Grolla d’oro” e “Il marito”. Incontra Ginger Rogers con la quale avrebbe dovuto girare un film tratto dalla rivista di Garinei e Giovannini, “La padrona del raggio di luna”. La pellicola non verrà mai prodotta ma gli rimarrà il ricordo di aver ballato accanto ad uno dei suoi miti adolescenziali.

1959 -

“La grande guerra” di Mario Monicelli, “I magliari” di Francesco Rosi e “Il vedovo” di Dino Risi sono i più importanti dei 10 film girati quest’anno. Riceve la “Medaglia d’oro” del Premio “Una vita per il cinema” con la motivazione: “Per la costante affermazione di una personalità che, rinnovando le tradizioni comiche italiane, ha dato vita a personaggi nei quali si riflettono costumi e valori umani del nostro tempo”.

1960 -

Grazie alla sua interpretazione ne “La grande guerra” riceve il secondo “Nastro d’argento” come migliore attore protagonista e il suo primo “David di Donatello”. Escono inoltre “Tutti a casa” di Luigi Comencini, “Il vigile” di Luigi Zampa, “Crimen” di Mario Camerini e “Gastone” ultima collaborazione con Mario Bonnard. Firma un contratto in esclusiva per tre film all’anno con Dino De Laurentiis: un rapporto durato alcuni anni tra dissapori e realizzazioni di grandi progetti.

1961 -

Riceve il “David di Donatello” e “La grolla d’oro” per “Tutti a casa”. Interpreta altri tre film: “I due nemici” di Guy Hamiton accanto a David Niven, “Il giudizio universale” di De Sica e “Una vita difficile” di Dino Risi.

1962 -

Gira “Mafioso” di Alberto Lattuada e “Il commissario” di Luigi Comencini. Le riprese in Svezia de “Il diavolo” di Gian Luigi Polidoro, film quasi del tutto improvvisato, lo introducono anche nel campo della regia.

1963 -

Con “Il diavolo” raggiunge la notorietà negli Stati Uniti dove riceve il “Globo d’oro”; con lo stesso film vince anche “L’Orso d’oro” a Berlino. Nelle sale arrivano anche “Il boom” di De Sica e “Il maestro di Vigevano” di Elio Petri.

1964 -

Interpreta, accanto alla Mangano, il film ad episodi “La mia signora” di Mauro Bolognini ed “Il disco volante” di Tinto Brass, nel quale dà vita a ben quattro personaggi. Parte per il Brasile con il suo sceneggiatore di fiducia, Rodolfo Sonego, per girarvi un film, che non verrà mai realizzato

1965 -

A gennaio scade il contratto con Dino De Laurentiis. Gira 5 film di non grande rilevanza. A giugno si reca a Londra per la presentazione del film “ Quei temerari sulle macchine volanti” al “Royal World Charity Premiere”. Il ruolo di “attore” non gli basta più, così decide di cimentarsi nella regia. Nel mese di novembre torna a Londra dove inizierà le riprese del suo esordio in qualità di regista: “Fumo di Londra”.

1966 -

Con “Fumo di Londra”, che in Italia è accolto meglio al Centro-Sud che al Nord, riceve il “David di Donatello”. Escono altri film da lui interpretati: “I nostri mariti” (l’episodio “Il marito di Roberta” di Luigi Filippo D’Amico) e “Le Fate” (l’episodio “Fata Marta” di Antonio Pietrangeli). Sempre più interessato alla regia che alla sola interpretazione, ad agosto inizia le riprese di “Scusi, lei è favorevole o contrario?”, in cui sarà anche protagonista e cosceneggiatore insieme ad Amidei. In televisione prende parte, con Mina e le sorelle Kessler, a “Studio Uno”.

1967 -

Negli Stati Uniti dirige, sceneggia insieme a Sonego e interpreta, a fianco di De Sica, “Un italiano in America”. Continua comunque a lavorare anche per altri registi: esce “Le streghe” (episodio “Senso civico” di Mauro Bolognini). Viene pubblicato un ritratto dell’attore di Grazia Livi nella Collana “Chi è? Gente famosa”, diretta da Giovanni Grazzini per la Longanesi. In televisione a marzo si conclude il fortunato ciclo di film interpretati da Alberto Sordi, che all’inizio di ogni trasmissione viene intervistato da Gian Luigi Rondi.

1968 -

Escono “Il medico della Mutua” di Luigi Zampa che ottiene un enorme successo di pubblico e “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?” di Ettore Scola, dove Sordi abbozza la cinica figura del borghese facoltoso ed arrogante.

1969 -

Per “Il medico della mutua” riceve il “David di Donatello”. Dirige e interpreta “Amore mio, aiutami”. Nel film di Luigi Magni “Nell’anno del Signore” schizza la figura di un ingenuo frate.

1970 -

Tornato da un viaggio in Brasile, lavora ne “Il Presidente del Borgorosso Football Club” di Luigi Filippo D’Amico ed interpreta alcuni episodi, due di “Le coppie” ed uno di “Contestazione Generale”. In quest’ultimo Sordi veste di nuovo i panni di un religioso, anche se in questo caso è un prete di paese a volte sciocco, a volte eccelso.

1971 -

 “Detenuto in attesa di giudizio” di Nanni Loy e “Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata” di Luigi Zampa lo vedono nuovamente protagonista indiscusso. Sordi, che si destreggia fra le patrie galere in versione piccolo borghese e da proletario tra le strade australiane, coinvolge ed affascina il pubblico.

1972 -

Escono altri due film: “Lo scopone scientifico” di Luigi Comencini e “La più bella serata della mia vita” di Ettore Scola e riceve il “David di Donatello” per “Detenuto in attesa di giudizio”. Muore sua sorella Savina.

1973 -

In “Anastasia mio fratello” di Steno interpreta di nuovo la parte di un prete mentre in “Polvere di stelle”, di cui è anche regista, rivisita il suo passato nell’avanspettacolo.

1974 -

Interpreta e dirige “Finché c’è guerra c’è speranza”. Sordi è sempre più intento ad occuparsi di tutti gli aspetti del film, dall’ideazione alla realizzazione.

1975 -

Interpreta l’episodio “Il gorilla” nel film “Di che segno sei?” diretto da Sergio Corbucci, nel quale veste ancora una volta i panni dell’ormai mitico Ferdinando Moriconi, “promosso” ad agente privato.

1976 -

Dirige tutti e quattro gli episodi de “Il comune senso del pudore” e ne interpreta uno. In “Quelle strane occasioni” di Luigi Comencini (episodio “L’ascensore”) veste gli abiti di un dissoluto Monsignore che seduce un’ “innocente” ragazza in ascensore sempre con quel suo modo furbo e dissacrante.

1977 -

Grande successo di “Un borghese piccolo piccolo” diretto da Mario Monicelli. La sua toccante e drammatica interpretazione gli varrà il “David di Donatello” e “La grolla d’oro”. Interpreta, inoltre, tre episodi de “I nuovi mostri” (“First Aid” di Mario Monicelli, “Come una regina” di Dino Risi e “L’elogio funebre” di Ettore Scola).

1978 -

Del film in tre episodi “Dove vai in vacanza?”, Sordi interpreta e dirige “Vacanze intelligenti”, con il quale riesce persino ad ironizzare, con grande maestria, su un “mostro sacro” della cultura italiana: la Biennale d’Arte di Venezia.

1979 -

sce nelle sale italiane “Il testimone” di Jean-Pierre Mocky, girato in Francia. In televisione, su Raidue, dal 18 marzo al 22 aprile ogni domenica sera alle 20,45, va in onda la serie “Alberto Sordi – Storia di un italiano”, selezione di spezzoni dei suoi film e di brani di repertorio dell’Istituto Luce relativi alla storia italiana ed europea del Novecento. Gli elevatissimi indici di ascolto si aggirano intorno ai 12 milioni di spettatori a puntata. A Roma riceve un altro riconoscimento americano: Rosalyn Carter gli conferisce la cittadinanza onoraria di Plains, in Georgia. Durante le riprese de “Il malato immaginario”, di Tonino Cervi, tratto da Molière, prepara “Storia di un italiano II serie”. Questo secondo ciclo di 6 puntate, in onda dal 4 novembre al 9 dicembre sempre su Raidue, continua a riscuotere grande successo.

1980 -

Durante il Natale escono due film: “Io e Caterina” di cui è regista e interprete e “Il marchese del Grillo” diretto da Monicelli. Raidue trasmette la III serie di “Storia di un italiano” in 8 puntate dal 19 aprile al 7 giugno 1981.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1982 -

Nel film “Io so che tu sai che io so”, di cui è anche regista, si ricostituisce la coppia Alberto Sordi - Monica Vitti. Nell’estate, sempre su Raidue, vanno in onda le repliche della prima e seconda serie di “Storia di un italiano”. Il programma continua a riscuotere notevoli successi. A Natale sbanca i botteghini con “In viaggio con papà” nel quale si incontrano/scontrano due diverse generazioni di comicità “alla romana”: quella di Sordi e quella di Verdone.

1983 -

Con il “Tassinaro” Sordi è ancora il regista di se stesso. In estate RaiDue ripropone “Storia di un italiano, III serie”, con indici di ascolto sempre molto elevati.

1984 -

Interpreta tre film: “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno” di Mario Monicelli, “Sono un fenomeno paranormale” di Sergio Corbucci “Tutti dentro” di cui è anche regista, nel quale anticipando gli avvenimenti di Tangentopoli dimostra, ancora una volta, di essere un acuto ed analitico osservatore della società italiana. Continuano, seguitissime, le repliche di tutte e tre le serie di “Storia di un italiano” che vanno in onda con brevi interruzioni da giugno a settembre 1985. Dal 14 al 20 novembre al Canegie Hall Cinema di New York si svolge “Alberto Sordi – Maestro of Italian Commedy”.

1986 -

Un altro grande successo arriva con il film “Troppo forte” in cui Albertone è diretto da Carlo Verdone. Va in onda su RaiDue per 11 puntate la IV serie di “Storia di un italiano”, curato dallo stesso Sordi e da Nicoletta Leggeri, che raggiunge, come sempre, elevatissimi indici di ascolto. In primavera, il Museum of Modern Art di New York organizza la “Comedy, italian style”, una manifestazione cinematografica durante la quale vengono proiettati circa 60 film in lingua italiana con sottotitoli in inglese. All’inaugurazione gli ospiti d’onore sono Alberto Sordi e Monica Vitti. La rassegna viene estesa ad altre città: Berkeley (San Francisco), Los Angeles, Boston, Chicago e Houston. Nel mese di settembre a Darfo-Boario Terme, in Val Camonica, viene incoronato “Re della risata” durante il “Funny Film Festival”

1987 -

RaiUno trasmette in 4 puntate la versione integrale de “Il tassinaro” che riscute notevoli consensi. Nel varietà “Effetto Nuvolari” (regia di Enzo Trapani, presentato da Alberto Lionello), trasmesso da RaiUno dal Palatrussardi di Milano, Sordi regala al suo pubblico un lungo monologo. Il 24 ottobre sempre di RaiUno Sordi partecipa a ben due trasmissioni “Prisma” e “Fantastico” nelle quali promuove anche il suo ultimo film “Un tassinaro a New York” con esilaranti gag.

1988 -

Nel periodo natalizio esce nelle sale il film “Una botta di vita”, diretto da Enrico Oldoini, sceneggiato e interpretato dallo stesso Sordi. Nella nuova riduzione televisiva de “I promessi sposi”, per la regia di Salvatore Nocita, Sordi interpreta il personaggio di Don Abbondio. Lo sceneggiato viene trasmesso su RaiUno in 5 episodi.

1990 -

Incarna Arpagone ne “L’avaro” di Tonino Cervi, tratto dall’omonimo romanzo di Molière. Interpreta, come attore non protagonista, il marchese Arquati ne “In nome del popolo sovrano” di Luigi Magni, a fianco di Nino Manfredi, Luca Barbareschi e Serena Grandi.

1991 -

Nel film corale “Vacanze di Natale ‘91” indossa i panni di un cameriere obbligato a servire la ricca figlia, una bellissima Ornella Muti.

1992 -

Nelle sale esce “Assolto per avere commesso il fatto” che vede Sordi nuovamente protagonista e regista di se stesso.

1993 -

Riceve a Cannes la Legion d’onore.

1994 -

Dirige, interpreta e sceneggia, insieme al fedele Rodolfo Sonego, “Nestore - L’ultima corsa”. Grazie alla rilevanza delle tematiche affrontate il film è scelto dal Ministero della Pubblica Istruzione per promuovere nelle scuole una campagna di sensibilizzazione sulle problematiche degli anziani e del rispetto degli animali.

1995 -

Al Festival del Cinema di Venezia viene presentato “Romanzo di un giovane povero” di Ettore Scola. Riceve, nella stessa manifestazione, il “Leone d’oro” alla carriera. A Pescara presenta la versione cinematografica di “Storia di un italiano”.

1996 -

Continua a girare le scuole d’Italia insiema al suo “Nestore”. Per il suo impegno nei confronti degli anziani riceve due riconoscimenti: il premio di “Super-nonno” e il “Premio del nonno”. In onore del suo 76° compleanno “I Vitelloni” Fan Club, con il patrocinio del Comune di Roma, presentano la “Prima Mostra di Originali Cinematografici di Alberto Sordi”. A novembre si svolge ad Assisi la XIV edizione di “Primo Piano sull’Autore – Rassegna sul Cinema Italiano” dedicata ad Alberto Sordi.

1997 -

Los Angeles e San Francisco gli dedicano una rassegna di 24 film. La manifestazione riscuote talmente tanto successo da essere considerata da Sordi il suo maggior riconoscimento alla carriera.

1998 -

Prosegue il suo viaggio cinematografico nel mondo della Terza Età con “Incontri proibiti”, che dirige ed interpreta a fianco della giunonica Valeria Marini. A settembre, durante il Festival del Cinema di Venezia, il film viene presentato fuori concorso come tributo al grande attore.

1999 -

RaiUno, in occasione dei settantanove anni dell’attore, lo omaggia con un ciclo di film da lui interpretati dal titolo “Italiaride”. A fine aprile l’Accademia dei Filodrammatici di Milano, per riparare alla gaffe del 1937, consegna a Sordi un diploma honoris causa in recitazione. Il 16 giugno gli viene assegnato il “David di Donatello” per i sessant’anni di straordinaria carriera.

2000 -

Partecipa, insieme a Little Tony, alla trasmissione di Raiuno “Taratatà” intitolata “Due americani a Roma”. Il 21 aprile, per la prima volta in Italia, viene trasmesso un film per intero su Internet, nella sezione cinema (Kwcinema) del portale Kataweb: “Lo Scapolo”. A maggio partecipa come testimone a “Ultima Lira”, mostra storico-economica sul passaggio dalla Lira all’Euro presentata all’Abi (Associazione bancaria italiana), organizzata per omaggiare la moneta italiana in vista del suo prossimo abbandono. In questa manifestazione gli viene consegnata una medaglia celebrativa in oro e diamanti da gettare nel plastico in miniatura della Fontana di Trevi. Nello stesso mese vince il premio internazionale “Bonino 2000” che ritira il 10 giugno al teatro “Vittorio Emanuele” di Messina. Il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica, riceve l’ennesimo premio alla carriera.Il 15 Giugno Albertone compie 80 anni e Rutelli gli cede, per un giorno, lo "scettro" di Sindaco di Roma.
Per celebrare questa memorabile data va on line per la prima volta www.albertosordi.it, il suo sito ufficiale.